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Grotta di Rio Martino
Modellato dall'azione secolare dell'acqua, il sistema carsico della grotta di Rio Martino nascande peculiarità sia dal punto di vista naturalistico, sia dal punto di vista architettonico. Percorsa per quasi tutta la lunghezza dal Rio Martino, che entra spettacolarmente da una spaccatura nel soffitto dell'ultima sala con una fragorosa cascata di 45 m., la grotta, suddivisa su più piani, nasconde al suo interno stalattiti e stalagmiti dalle forme particolari. Ma l'importanza della grotta di Rio Martino è dovuta alla presenza del principale sito di svernamento italiano di un piccolo pipistrello: il Barbastello, specie molto rara in Italia e nota in pochissime località piemontesi. I barbastelli svernanti occupano il primo tratto della grotta e risalgono il ramo percorso dal rio; svernano isolati appesi alla volta o alle pareti, spesso sospesi sull'acqua. Il principale fattore di rischio per questi piccoli chirotteri è il disturbo arrecato durante lo svernamento (fine Settembre - fine Marzo) dai visitatori della grotta: un aumento del loro metabolismo ed il risveglio dallo stato di torpore in cui cadono durante l'inverno, provocano un consumo eccessivo delle riserve energetiche prima dell'arrivo della bella stagione, e quindi la probabile morte. Nella Grotta di Rio Martino sono inoltre presenti altre 5 specie di Chirotteri: il Vespertillo minore, quello di Natterer e quello smarginato, l'Orecchione e il Rinolfo minore. Rispettiamo il sonno dei pipistrelli, visitiamo la grotta soltanto nel periodo estivo.
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